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“Stavolta la partita la voglio giocare anche sugli spalti. E’ una gara difficile contro la violenza, un avversario che non molla mai e per vincere ho bisogno di voi, tifosi e sportivi di Roma e Napoli. Torna finalmente dopo anni una classica del nostro campionato. Anche se in forma limitata dalla decisione dell’osservatorio è un incontro che abbraccia le due tifoserie più appassionate del centro-sud, che troppo spesso si sono viste associate a fatti di cronaca nera.
E’ l’occasione giusta per svegliarsi da questo torpore che non ci fa più indignare di un accoltellamento, che spinge il governo a introdurre legittime misure restrittive che niente dovrebbero avere a che fare con uno spettacolo. Non voglio abituarmi a considerare “normale” la presenza di polizia in assetto da guerra allo stadio. Non voglio abituarmi a considerare “normale” l’assenza dei bambini allo stadio, tenuti lontani da gabbie di protezione come fossimo allo zoo.


Non voglio abituarmi a considerare “normali” i percorsi protetti per raggiungere lo stadio senza essere aggrediti o lasciare la macchina con la speranza di non ritrovarla danneggiata.

Chi non vive, come me, la realtà dello spogliatoio, poi, forse non immagina che anche tutti noi della squadra, ogni volta, dobbiamo preoccuparci di sapere dove sono sistemati mogli, bambini e amici, e quale percorso debbano fare per raggiungerci.

Pensieri che tolgono energie psicofisiche alla prestazione. Invece tutti dobbiamo partecipare alla festa che ogni domenica si rinnova e ci accomuna, anche nella rivalità, nell’ironia, nello sfottò che di questo sport devono rimanere il sale.

Noi i coltelli non li vogliamo: servono a tavola, ma non sono di alcuna utilità per andare allo stadio. Ragazzi, è la nostra occasione. Le vittorie sportive si costruiscono dall’alto delle gradinate sino al centro del campo, lo stesso deve essere per questa partita.

Per questo e per il rispetto che tutti noi dobbiamo avere di noi stessi, ho pensato che fossimo davanti all’occasione giusta per avviare, tutti insieme, un percorso che porti all’eliminazione di ogni divisione, barriera, ideale o materiale. E senza di voi questo non è possibile…”. Firmato Luciano Spalletti.

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Tifare senza limiti

Tra le cose piu’ bizzarre (e brutte) che abbia mai visto certamente ci sono i due tatuaggi in foto.

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Ma si puo’ mai fare un tatuaggio con Moggi come protagonista? Mah…

Il secondo e’ meno appariscente ma contiene una frase assurda: “Fiero di essere bianconero”…ma finiscila…

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In ogni caso quello piu’ ridicolo e’ quello di un mio amico che si e’ fatto tatuare il simbolo dell’Inter sull’avambraccio (non appena gli scattero’ una foto la postero’).

Leggete l’articolo di Repubblica http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/sport/calcio/pulcini-inter/pulcini-inter/pulcini-inter.html e poi ditemi se la boria interista e’ accettabile.

Se volete gustare dell’ottima cucina siciliana e delle buonissime pizze andate a Nicolosi (in provincia di Catania) e cercate la trattoria/pizzeria Novecento.

Noi siamo andati in quattro, grazie ad un suggerimento di Marisì e Serasì, che già erano stati li per cena qualche settimana prima. Ci siamo alzati da tavola felici e satolli… :)

Molto consigliato è l’antipasto della casa, si possono gustare ottimi preparati della tridizione siciliana come la caponata, la parmigiana ed altre prelibatezze della cucina rustica locale.

Anche l’ambiente è molto carino, in estate c’è la possibilità di poter cenare all’aria aperta grazie ad una grande terrazza immersa in un ambiente tranquillo e lontano dai rumori delle strade principali del paese.

Il prezzo: andateci e mi direte, resterete contenti anche per quello (per me è fondamentale mangiar bene senza lasciare sul tavolo una fortuna, altrimenti certi posti hanno vita breve…e di esempi ce ne sono a bizzeffe).

Non c’ero mai stato, ma adesso so che ci tornerò volentieri.

Secondo voi per chi tifa Fabio Caressa, arcinoto commentatore di SKY?

Fabio Caressa 

Secondo me e’ interista, si gasa troppo quando commenta le avventure della banda bassot…della banda Mancini.

Via al concorso…

Cosi’ riporta il sito del Corriere della Sera 

TORINO – Una sentenza rapidissima. Ha patteggiato un anno con la condizionale e per tre anni non potrà assistere ad alcuna manifestazione sportiva Nicola Ravasio, il ventisettenne bergamasco che domenica scorsa ha lanciato un petardo allo stadio delle Alpi di Torino durante Juventus-Udinese. Il giovane è comparso questa mattina in tribunale e, in base al provvedimento del giudice, in occasione delle partite della Juventus dovrà presentarsi alla più vicina stazione dei carabinieri. «Non è una pena lievissima, ma non è nemmeno pesantissima» ha commentato il suo legale, l’avvocato Manuela Deorsola.

 

 Amen e cosi’ sia, finalmente qualcosa si muove.

 

 

 

Ciao padre Vincenzo, in bocca al lupo per il nuovo ed importante incarico che il Vescovo ha voluto assegnarti.

Va dove c’e’ piu’ bisogno, tu che hai dato vita ad una splendida ed attiva comunita’ e che ora la lasci in lacrime per andare a seminare bene dove ancora ce n’e’ poco.

Grazie per quello che hai fatto per tutti noi, restera’ il ricordo dei tuoi “Coraggio” e della forza che solo la tua parola poteva donarci. Tu dici sempre che quest’ultima e’ la voce del Signore, certo, ma io oggi voglio ringraziare l’uomo Vincenzo, una persona splendida che questa comunita’ oggi perde, ma della quale ti rimarra’ (e ne sono sicuro) un indelebile ricordo in fondo al cuore.

A presto, coraggio…

Un gelato a Cefalu’

Se avete voglia di un gelato mentre visitate la splendida Cefalu’ (Sicilia), andate alla gelateria “Di Noto” sul lungomare e prendete il gusto “Castel di Tusa”.

Un misto di nocciola (con nocciole intere), coco e pistacchio che vi lascera’ senza parole.

Grazie mille a Serasi’ per aver scelto il gelato e per aver cosi’ consentito questo post.

Yesterday evening (September 4th) Etna is awakened and here are two picture and a video.

And incredible show!!! First picture was taken from a little town to close to the volcano.

The second one from Catania. Video was taken from Fornazzo, a town very very close to the volcano.

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